I disturbi d’ansia sono condizioni psicopatologiche caratterizzate da paura e/o ansia eccessive rispetto al contesto, con risposta anticipatoria, ipervigilanza, evitamento e compromissione del funzionamento. La componente clinicamente dirimente non è l’attivazione ansiosa in sé, ma la sua persistenza, la perdita di controllo soggettivo, la sproporzione rispetto allo stimolo e l’impatto su performance, relazioni e condotte di salute (es. evitamento, richieste ripetute di rassicurazione, uso disfunzionale di sostanze o farmaci).
Possono presentarsi con sintomi mentali e fisici: pensieri ripetitivi e timore del peggio, irritabilità, difficoltà di concentrazione, ma anche tachicardia, fiato corto, tensione muscolare, nausea o senso di “nodo” allo stomaco. Spesso la persona tende a evitare situazioni che teme possano far peggiorare l’ansia, e questo può restringere progressivamente le attività e la libertà personale.